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Scheda: la posizione del Giappone sulle Isole Senkaku

Novembre 2012

Ministero degli Affari Esteri del Giappone
 

0. Le Isole Senkaku sono parte integrante del territorio del Giappone (posizione di base del Giappone)

●   Le Isole Senkaku sono parte integrante del territorio giapponese alla luce delle vicende storiche ed in base al diritto internazionale. Esse sono infatti sotto l'effettivo controllo del governo giapponese (* Per la localizzazione delle Isole vedi  Allegato 1).

●  Lo "stato di diritto" è la base per la pace, la stabilità e la prosperità globali. Ogni stato ha la responsabilità di mantenere la pace, garantire la sicurezza dei propri cittadini, e proteggere la propria sovranità territoriale sia sulla terraferma sia sulle acque, ed il Giappone adempirà a tali responsabilità che si fondano sul diritto internazionale.  

1. Le Isole Senkaku non erano incluse nel territorio a cui il Giappone ha rinunciato secondo l’articolo II del Trattato di Pace di San Francisco.

●  Le Isole Senkaku non erano incluse nel territorio a cui il Giappone ha rinunciato secondo l’articolo II del Trattato di Pace di San Francisco, che ha definito dal punto di vista legale il territorio del Giappone nel dopoguerra. In base a tale trattato, le Isole Senkaku vennero poste sotto l’amministrazione degli USA come parte delle Isole Nansei Shoto (secondo l’articolo III).

●  Il Trattato di Pace di San Francisco fu riconosciuto nel Trattato di Pace sino-giapponese che il Giappone siglò nel 1952 con la Repubblica di Cina (Taiwan). Non ci fu discussione in merito alla sovranità territoriale sulle Isole Senkaku nel corso delle negoziazioni. Allora nemmeno la Repubblica Popolare di Cina espresse alcuna obiezione al proposito. 

●  I diritti amministrativi sulle Isole Nansei Shoto, incluse le Isole Senkaku, tornarono al Giappone in linea con l’Accordo tra Giappone e Stati Uniti d’America inerente le Isole Ryukyu e le Isole Daito, firmato il 17 giugno 1971.

2. Cina e Taiwan cominciarono ad avanzare le proprie rivendicazioni in merito alla “sovranità territoriale” sulle Isole Senkaku solo dopo che fu prospettata la possibile esistenza di risorse petrolifere.

●  Solo nel 1971, dopo che, nel 1968, la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Asia e l’Estremo Oriente (ECAFE) ebbe condotto un’indagine accademica che rivelò la possibile esistenza di risorse petrolifere nel Mare Cinese Orientale, il governo della Cina e le autorità di Taiwan cominciarono ad avanzare formalmente le proprie rivendicazioni circa la “sovranità territoriale” sulle Isole Senkaku. Prima di allora non erano state in nessun modo sollevate da parte di alcuno stato o regione obiezioni in merito alla sovranità del Giappone sulle Isole Senkaku.

3. Non vi è stato alcun accordo volto ad “accantonare” la questione.

●  La posizione del Giappone è che non esista alcuna questione circa la sovranità territoriale da dover essere risolta in merito alla Isole Senkaku.

●  Nel corso delle negoziazioni del Comunicato Congiunto Giappone-Cina  del 1972, e del Trattato di Pace e Amicizia Giappone-Cina del 1978, il Giappone non ha mai riconosciuto l’esistenza di una questione da risolvere circa la sovranità territoriale sulle Isole Senkaku. La posizione del Giappone è stata chiaramente indicata alla Cina in varie occasioni incluso durante le negoziazioni per il Trattato di Pace e Amicizia del 1978. Pertanto, non è vero che vi sia stato un accordo con la parte cinese in merito all’”accantonamento della questione” o al “mantenimento dello status quo” circa le Isole Senkaku.

4. Confutazione delle rivendicazioni della Cina, prive di fondamento.

●  Dal 1885 sono state condotte dal governo giapponese approfondite indagini sulle Isole Senkaku attraverso le agenzie della Prefettura di Okinawa e per mezzo di altri canali. Attraverso queste indagini è stato confermato non solo che le Isole Senkaku fossero disabitate, ma anche che non mostrassero traccia di essere state sotto il controllo della Cina. In base a tale conferma, il governo giapponese tramite la delibera di Gabinetto del 14 gennaio 1895 decretò di erigere una stele sulle Isole Senkaku per formalizzarne l’annessione ai territori del Giappone (vedi Allegato 2). Queste misure furono portate avanti in conformità con le modalità riconosciute a livello internazionale di debita acquisizione della sovranità territoriale secondo il diritto internazionale (occupazione di terra nullius).  

●  Un residente della prefettura di Okinawa che si occupava di attività commerciali, quali la pesca, nell'area delle Senkaku, fece richiesta di avere in locazione le Isole e ottenne l'approvazione dal governo Meiji nel 1896. A seguito di tale approvazione, inviò lavoratori nelle Isole, gestendo diverse attività: raccolta di piume di uccelli, produzione di bonito (tonno striato) essiccato, raccolta di coralli, allevamento di bestiame, fabbricazione di prodotti in lattina, raccolta di fosfato minerale di guano (escrementi di uccelli ad uso combustibile). Il fatto stesso che il governo Meiji avesse concesso la sua approvazione all'utilizzo delle Isole Senkaku da parte di un privato cittadino, il quale in virtù di tale approvazione poté gestire apertamente le attività sopra descritte, dimostra l'effettivo controllo del Giappone su di esse.

● Dalla loro annessione, le Isole Senkaku sono rimaste ininterrottamente parte integrante delle Isole Nansei Shoto che fanno parte del territorio giapponese, e sono rimaste sotto l'effettivo controllo del Giappone. Le Isole non erano parte di Taiwan o delle Isole Pescadores che furono cedute al Giappone dalla dinastia cinese Qing secondo l’articolo II del Trattato di Shimonoseki, entrato in vigore nel maggio 1895. Inoltre, la delibera di Gabinetto emanata nel gennaio 1895 per annettere le Isole Senkaku al territorio giapponese, precedeva il Trattato di Shimonoseki, siglato nell’aprile 1895 ed entrato in vigore nel maggio 1895. L'obiezione che il Giappone abbia acquisito le Isole Senkaku a seguito della guerra sino-giapponese è pertanto completamente infondata.

●  Nonostante la Cina sostenga che abbia storicamente posseduto le Isole Senkaku sin dall’epoca Ming, nessuna delle argomentazioni che il governo cinese o le autorità di Taiwan hanno presentato come fondamento storico, geografico o geologico costituisce una prova valida in base al diritto internazionale per sostenere tali rivendicazioni. In base al diritto internazionale, ad esempio, la scoperta di un’isola o la prossimità geografica in sé non costituiscono prova di una rivendicazione della sovranità territoriale.  

●  Nella lettera di ringraziamento inviata nel maggio 1920 dall'allora Console della Cina a Nagasaki concernente un incidente nell'area delle Isole Senkaku in cui erano rimasti coinvolti pescatori cinesi, le Isole vengono descritte come: "Isole Senkaku, nel Distretto di Yaeyama, Prefettura di Okinawa, Impero del Giappone".(vedi Allegato 3). E ancora, un articolo del Renmin Ribao (People's Daily) dell'8 gennaio 1953 dal titolo "Lotta della popolazione delle Isole Ryukyu contro l'occupazione statunitense", esplicita che le Isole Ryukyu sono composte da 7 gruppi di isole tra cui le Senkaku (vedi Allegato 4). Oltre a ciò, ad esempio, nel "Nuovo atlante della Repubblica Cinese", pubblicato in Cina nel 1933 (vedi Allegato 5), e nell'"Atlante del mondo" pubblicato in Cina nel 1960 (vedi Allegato 6: seconda ristampa nel 1960) le Isole Senkaku vengono considerate parte del Giappone.

●  Mentre la Cina sostiene che le Isole Senkaku le siano state restituite in base alla “Dichiarazione del Cairo” ed alla “Dichiarazione di Potsdam”, e che il Giappone stia mettendo in discussione gli esiti della Seconda Guerra Mondiale, l’acquisizione da parte del Giappone della sovranità sulle Isole Senkaku non ha alcuna connessione con la Seconda Guerra Mondiale. Il Trattato di Pace di San Francisco, che definì i territori del Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista legale, unitamente ad altri rilevanti trattati, considerano le Isole Senkaku come parte del territorio che già apparteneva al Giappone.
Nello specifico, il Giappone rinunciò alla sovranità territoriale su Formosa (Taiwan) e le Isole Pescadores che erano state cedute dalla Cina dopo la guerra sino-giapponese in base all’articolo II (b) del Trattato di Pace di San Francisco. In base al Trattato, risulta chiaro che le Isole Senkaku non fossero incluse in “Formosa e le Pescadores”, dato che gli Stati Uniti esercitavano di fatto i diritti amministrativi sulle Isole Senkaku come parte delle Isole Nansei Shoto secondo l’Articolo III del Trattato di Pace di San Francisco. Peraltro, i diritti amministrativi furono restituiti al Giappone nel 1972 in base all’Accordo Giappone-U.S.A. concernente le Isole Ryukyu e le Isole Daito.
Inoltre, prima degli anni ’70, la Cina non aveva mai sollevato alcuna obiezione, nemmeno in merito al fatto che le Isole Senkaku fossero poste sotto il controllo amministrativo degli U.S.A. in base all’articolo III.

5. Il Giappone sta continuando ad adoperarsi per fare del Mar Cinese Orientale un “mare di pace, cooperazione e amicizia”.

●  Sebbene la zona economica esclusiva e la piattaforma continentale del Mar Cinese Orientale debbano ancora essere definite tra Cina e Giappone, i due Paesi stanno portando avanti il loro impegno per il dialogo e la cooperazione in merito al Mar Cinese Orientale.

 ●  Negli ultimi anni, la Cina ha di fatto effettuato incursioni nei mari circostanti, intraprendendo azioni provocatorie attorno alle Isole Senkaku. La Cina nel 1992 ha emanato una “Legge sul mare territoriale e la fascia contigua” che stabilisce chiaramente che le Isole Senkaku appartengano alla Cina. A partire dal dicembre del 2008, quando due imbarcazioni del governo cinese hanno effettuato un’incursione nel mare territoriale delle Isole Senkaku, la Cina ha intensificato le sue attività nelle acque circostanti le isole, causando crescente preoccupazione in Giappone.

●  In tali circostanze, il Governo Metropolitano di Tokyo ha progettato di acquistare le Isole Senkaku sviluppandovi vari impianti. Non vi è dubbio che le Isole Senkaku siano chiaramente parte integrante del territorio del Giappone alla luce delle vicende storiche ed in base al diritto internazionale, ma, considerando la situazione con lungimiranza, il governo del Giappone, nel tentativo di minimizzare qualsivoglia impatto negativo sulle relazioni bilaterali, ha deciso nel settembre 2012 di acquistare le tre isole delle Senkaku (Uotsuri, Kitakojima e Minamikojima) e di trasferirne la proprietà da un privato cittadino a sé stesso, nel quadro del diritto civile nazionale. 

●  I diritti di proprietà sulle tre isole furono già in precedenza detenuti dal governo del Giappone fino al 1932, quando furono acquisiti da un privato cittadino giapponese. La decisione del governo del Giappone di riacquisire i diritti di proprietà sulle Isole ha determinato un trasferimento nominale di un bene immobile secondo la legislazione nazionale, che non costituisce un cambiamento rilevante rispetto alla situazione precedente. Inoltre, il governo del Giappone ha continuativamente detenuto la proprietà dell’isola Taishoto, che fa parte delle Isole Senkaku. 

●  L’intento del governo giapponese nell'acquisire le tre isole è continuare ad assicurarne la pacifica e stabile preservazione e gestione nel lungo termine, attuando, nel contempo, le dovute misure per la sicurezza della navigazione marittima  verso le isole e nelle aree circostanti. Ciò rappresenta semplicemente un trasferimento di diritti di proprietà all'interno del territorio del Giappone da un privato cittadino, precedente proprietario, al governo giapponese, secondo una legittima procedura interna al quadro legale nazionale del Giappone e, pertanto, non dovrebbe sollevare alcuna disputa con altre nazioni o regioni.

●  La relazione Giappone - Cina è altamente considerata come una delle più importanti relazioni bilaterali per il Giappone. Il ruolo costruttivo della Cina è essenziale per la stabilità e la prosperità della regione dell’Asia-Pacifico. Il Giappone non desidera vedere questo problema compromettere le relazioni tra il Giappone e la Cina nel loro complesso. Il Giappone punta ad approfondire ulteriormente un rapporto di reciproco beneficio basato su interessi strategici comuni con la Cina e a sviluppare la cooperazione per la stabilità della regione. Rafforzerà, pertanto, la cooperazione facendo del Mar Cinese Orientale un “mare di pace, cooperazione e amicizia”, promuovendo la comprensione e la fiducia reciproca tra le autorità marittime dei due paesi attraverso la “Consultazione ai Vertici Cina - Giappone sulle Questioni Marittime” facente parte delle “Sei Iniziative” che sono state concordate dai due paesi.

 

5. Gli atti di violenza non dovrebbero essere condonati in nessuna circostanza

●  E’ estremamente deplorevole che si siano verificate in numerose regioni della Cina proteste anti-giapponesi, che sono sfociate in lancio di pietre e altri oggetti pericolosi contro sedi diplomatiche giapponesi, atti di violenza contro persone di nazionalità giapponese, nonchè incendi dolosi, distruzioni e saccheggi ai danni di compagnie giapponesi e affiliate.

●  Gli atti di violenza non dovrebbero essere condonati in nessuna circostanza. Tenendo a mente l'interesse comune della comunità internazionale, il Giappone fa appello affinché opinioni divergenti vengano espresse in maniera calma e pacifica.

 

[Allegati]

1.     Mappa delle Isole Senkaku
Delibera di Gabinetto del 14 gennaio 1895
Lettera di ringraziamento del Console della Repubblica di Cina a Nagasaki
Articolo del People’s Daily in data 8 gennaio 1853
Nuovo Atlante della Repubblica di Cina
Atlante del Mondo

(Per maggiori dettagli sulla posizione del Giappone riguardo le Isole Senkaku si prega di consultare il seguente link:
 
http://www.mofa.go.jp/region/asia-paci/senkaku/senkaku.html)