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Ambasciata del Giappone in Italia
在イタリア日本国大使館 |
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(traduzione provvisoria)Marzo 20041. Coerenza del Giappone(1) Sulla base degli eventi storici nonché del Diritto Internazionale, è evidente che le Isole Takeshima sono parte integrante del territorio che giace sotto la sovranità del Giappone.(2) L’occupazione delle Isole Takeshima, da parte della Repubblica di Corea, è un atto illegale sprovvisto di giustificazione ai sensi del Diritto Internazionale. Qualsiasi provvedimento emanato dal Governo della Repubblica di Corea nei confronti delle Isole Takeshima, a seguito della sua occupazione illegale, non ha alcuna valenza giuridica.(N.B.: La Repubblica di Corea non ha finora fornito alcuna prova atta a dimostrare il suo concreto possesso delle Isole, prima che il Giappone ne assumesse il controllo effettivo affermandovi la propria sovranità.)2. Tesi del Giappone in merito alla sua sovranità sulle Isole Takeshima(1) Profilo storico relativo alla sovranità giapponese sulle Isole Takeshima.E’ lecito ritenere che la sovranità sulle Isole Takeshima da parte del Giappone, in base a regole effettive, risalga quantomeno alla metà del XVII secolo. Tale prerogativa si è protratta anche dopo il 1905 (38° anno dell’Era Meiji), quando il Giappone, in quanto Nazione Moderna, ha riaffermato la sua sovranità sulle Isole Takeshima tramite una delibera del Consiglio dei Ministri.Gli eventi storici che suffragano tale tesi sono i seguenti:(a) Il Giappone riconosce da lunghissimo tempo l’esistenza delle Isole Takeshima (chiamate all’epoca “Matsushima”). Ciò si evince da numerosi documenti storici e dalle mappe.(N.B.: La “Kaisei Nippon Yochi Rotei Zenzu” (Mappa Eevisionata Completa del Territorio Giapponese e delle Vie di Comunicazione)” (1779) redatta da Sekisui Nagakubo, la più rappresentativa pubblicazione di proiezione cartografica, riportava accuratamente le Isole Takeshima nella loro attuale ubicazione. Esistono numerose altre stampe in merito, fino all’era Meiji.).(b) All’inizio dell’era Edo (1618), le famiglie Ohya e Murakawa appartenenti al Houki Han (feudo locale) ottennero il permesso dal Governo dello Shogun Tokugawa, di prendere possesso dell’Isola di Utsuryo come loro feudo. Le due famiglie conducevano attività di pesca a largo dell’isola e ogni anno inviavano in tributo allo shogunato i frutti della loro pesca (soprattutto alcuni pesci chiamati orecchie di mare). Le Isole Takeshima venivano considerate, in tale contesto, un approdo di scalo per l’Isola Utsuryo e per l’effettiva zona di pesca. Con atto precedente al 1661, inoltre, lo Shogunato donò le Isole alle famiglie Ohya e Murakawa.(c) Nel 1696, a seguito del negoziato tra il Giappone e la Corea in merito all’attività di pesca intorno all’Isola Utsuryo, lo Shogunato proibì il passaggio di navi al largo dell’Isola Utsuryo, ma non delle isole Takeshima (“caso Takeshima”).(d) Nel 1905, il Giappone riaffermò la propria volontà di mantenere la giurisdizione sulle Isole Takeshima decretandone ufficialmente l’annessione al territorio di competenza della Prefettura di Shimane, con notifica della stessa Prefettura datata febbraio 1905 preceduta dalla delibera del Consiglio dei Ministri del gennaio dello stesso anno. Conseguentemente le Isole Takeshima vennero iscritte nel Registro del Territorio di Stato. Allo stesso tempo, venne introdotto il sistema di autorizzazione alla caccia ai leoni marini nell’area delle Isole Takeshima; il sistema rimase in vigore fino al 1941, quando, con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, tale attività venne sospesa.(2) Validità dell’annessione delle Isole Takeshima al territorio del Giappone con delibera del Governo nel 1905.Le azioni intraprese per annettere le Isole Takeshima alla Prefettura di Shimane nel 1905, attraverso la delibera del Gabinetto e la notifica della Prefettura, riaffermarono l’intenzione del Governo giapponese di far valere i propri diritti di Nazione Moderna sulle Isole. Ciò non significa che il Giappone non avesse esercitato i propri diritti territoriali sulle Takeshima prima di quel momento e nemmeno che esistesse all’epoca qualche rivendicazione territoriale da parte di altri Paesi sulle stesse Isole. Inoltre l’annessione di queste ultime non è stata tenuta segreta ma riportata e diffusa dai giornali dell’epoca. E’, quindi, evidente che le azioni intraprese possono essere considerate pienamente valide.(N.B.: Il Diritto Internazionale non prevede l’obbligo di notificare ad uno Stato terzo, i provvedimenti di annessione territoriale.)(3) Documenti riguardanti le Isole Takeshima durante l’occupazione giapponese e le azioni intraprese nel periodo post-bellico.In tutta la documentazione relativa alle azioni intraprese precedentemente alla stipula del Trattato di Pace con il Giappone, è chiaro che non si fa riferimento a decisioni definitive concernenti l’attribuzione della sovranità territoriale giapponese e si deduce, inoltre, che le Isole Takeshima non sono state mai escluse dai territori appartenenti al Giappone. (Per esempio la Direttiva SCAPIN-677, emanata dal Quartier Generale del Supremo Comando delle Potenze Alleate, il 29 gennaio 1946, stabilisce una temporanea cessazione dell’esercizio o del tentativo di esercizio dell’autorità governativa o amministrativa del Giappone sulle Isole Takeshima, o la Direttiva SCAPIN-1033, del 22 giugno 1946, che colloca Takeshima all’esterno della cosiddetta Linea McArthur, la linea che demarcava l’area in cui il Giappone era autorizzato ad effettuare la pesca ed altre attività simili).La Dichiarazione emessa in seguito alla Conferenza de Il Cairo del 1943 sancisce che “il Giappone verrà espulso da tutti i territori che ha occupato con violenza e avidità”, tuttavia la definizione di “territori che ha occupato con violenza e avidità”, non può essere in alcun modo attribuita a Takeshima, che era già parte integrante del territorio del Giappone.(N.B.: Il fatto che le Isole Takeshima non appartenessero al territorio definito “Corea” - la cui indipendenza è stata riconosciuta integralmente dal Giappone, con atto di rinuncia a tutti i diritti precedentemente acquisiti sul suo territorio, come risulta dal Trattato di Pace di San Francisco del 1951 – trae ulteriore suffragio in alcuni documenti pubblicati negli Stati Uniti.)3. Ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia(1) Nel settembre del 1954, il Giappone propose alla Repubblica di Corea di adire alla Corte Internazionale di Giustizia per la questione delle Isole Takeshima; ma la Corea non acconsentì. (La Corte Internazionale di Giustizia può esercitare la sua giurisdizione previo riconoscimento della sua autorità vincolante da parte degli Stati coinvolti, ovvero previo accordo specifico contratto in forma esplicita dalle parti in causa.)(2) In occasione dell’incontro del marzo 1962, tra i Ministri degli Affari Esteri giapponese e coreano, il Ministro giapponese, Zentaro Kosaka presentò nuovamente tale proposta al suo omologo coreano Choi Duk-Sin, senza ottenere alcun esito positivo.(Riferimento) La Situazione attuale delle Isole Takeshima1. Geografia(1) Le Isole Takeshima si situano tra il grado 37,14 di latitudine e il grado 131,52’ di longitudine, a 85 miglia marine a Nord-Est dell’Isola Oki, Prefettura di Shimane.(2) Le Isole Takeshima constano di due isole principali: l’ Isola Orientale (Onnajima) e l’Isola Occidentale (Otokojima) – e da decine di scogli; la superficie totale è di circa 0,23 chilometri quadrati (quasi equivalente al Parco di Hibiya sito a Tokyo).2. Occupazione illegale da parte della Repubblica di Corea(1) Dal luglio del 1954 fino ad oggi, la Repubblica di Corea ha insediato stabilmente una guardia di sicurezza (forza di polizia) presso le Isole Takeshima, installando e rinnovando annualmente alcune caserme, un faro, una torre di sorveglianza e delle antenne.(2) Nel novembre del 1997, nonostante le reiterate proteste formalizzate dal Governo del Giappone, la Repubblica di Corea ha ultimato la costruzione di un bacino portuale con attracco di natanti fino a 500 tonnellate. Nel dicembre 1998, inoltre ha portato a termine l’istallazione del faro inserendovi il personale di guardia.
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