Ambasciata del Giappone in Italia
在イタリア日本国大使館

Giapponese (日本語)

 

Politica  Estera  del  Giappone

 

Intervento del Primo Ministro Junichiro KOIZUMI

 (traduzione provvisoria)

 

 

     In occasione del 60° anniversario della fine dell’ultimo conflitto mondiale, desidero riflettere sul fatto che la condizione di pace e prosperità di cui oggi possiamo godere si è potuta realizzare solo grazie al sacrificio di numerosi esseri umani che, loro malgrado, hanno perso la vita a causa della guerra. E’ per questo che ribadisco la determinazione della mia Nazione a non ricorrere mai più alla guerra per la risoluzione di contese internazionali.

 

     Durante l’ultimo conflitto, circa tre milioni di nostri connazionali sono caduti sul campo di battaglia, col pensiero rivolto alla Patria e in ansia per i loro affetti lontani, mentre altri morivano a causa delle devastazioni della guerra o in terra straniera, anche dopo la cessazione delle ostilità.

 

     Non possiamo dimenticare che la nostra Nazione, intraprendendo una politica colonialistica aggressiva, ha recato danni incalcolabili ed immani sofferenze alle popolazioni civili, soprattutto dei Paesi asiatici. Nel sincero riconoscimento della verità storica, vorrei esprimere ancora una volta i sensi del mio più profondo rimorso e porgere le nostre più sincere scuse e desidero, ancora,  porgere vive condoglianze per tutte le vittime dell’ultimo conflitto, giapponesi e non. Pertanto, sono profondamente determinato a perseguire la pace e la prosperità del mondo intero, senza che si smarrisca la memoria storica dell’esperienza tragica della guerra.

 

     Cessate le ostilità, il Giappone è risorto dalla propria terra devastata, grazie all’incessante impegno della sua gente e all’assistenza offerta da numerosi Paesi, accettando il Trattato di Pace di San Francisco, quale primo passo per la sua reintegrazione nella comunità internazionale. Il Giappone ha fermamente tenuto fede al principio di voler risolvere qualsiasi contrasto con mezzi pacifici senza ricorrere alla forza ed ha messo a disposizione mezzi e persone nell’interesse della pace e della prosperità del mondo, attraverso attività di assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA_Official Devolepment Assistance) e operazioni di peace keeping all’interno delle Nazioni Unite.

 

 

     Nei sessant’anni di storia postbellica il Giappone ha voluto dimostrare in tutti i modi il suo rimorso per la guerra, mediante azioni concrete.

 

    In Giappone, oltre il 70% dei suoi cittadini è nato nel periodo successivo al termine della guerra.  L’intera popolazione, per propria esperienza personale o grazie agli insegnamenti ricevuti, anela alla pace nel mondo. Attualmente molti nostri concittadini sono impegnati nella costruzione della pace e in missioni di sostegno umanitario, all’interno della Japan Overseas Cooperation Volunteers o in altri gruppi di volontariato. Con il loro lavoro si sono conquistati la fiducia e la stima delle popolazioni locali. Stiamo, inoltre, rafforzando le attività di interscambio con i Paesi asiatici in numerosi ambiti, dall’economia alla cultura. Sono convinto sia necessario lavorare mano nella mano con gli altri Stati dell’Asia e in particolar modo con la Cina e la Corea del Sud, i Paesi a noi più vicini dai quali siamo separati solo da un breve tratto di mare, per concorrere all’obiettivo comune del mantenimento della pace e dello sviluppo dell’intera regione. Con lo sguardo rivolto al passato per acquisire una corretta cognizione della storia, ci auguriamo vivamente di poter instaurare con i Paesi asiatici, un rapporto di collaborazione orientato al futuro e fondato sulla conoscenza e sulla fiducia reciproche.

 

     La società internazionale sta affrontando problemi vasti e di difficile risoluzione: crescita sostenibile e lotta alla povertà nei Paesi in via di sviluppo, salvaguardia dell’ambiente, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, prevenzione e sradicamento del terrorismo. Il nostro Paese ha fermamente assunto un ruolo di responsabilità nella società internazionale, in ottemperanza al suo rifiuto di ricorrere alle armi, al fine di contribuire alla costruzione della pace nel mondo, in considerazione dell’esperienza dolorosa della bomba atomica – di cui il Giappone è stato l’unica vittima nell’intera storia dell’umanità - e in continuità con il percorso intrapreso nei  60 anni trascorsi dal termine della guerra.

 

     In occasione del 60° anniversario della fine del conflitto mondiale, il Giappone, in quanto Nazione amante della pace, ribadisce di volersi continuare ad adoperare con tutte le proprie risorse per garantire la pace e la prosperità dell’intera umanità, assieme a tutti i Paesi che condividono lo stesso ideale.